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Germogli come prepararli in casa e consumarli

Germogli come prepararli in casa e consumarli

Germogli come prepararli in casa e consumarli.

I germogli fanno parte dei miracoli della natura! I germogli sono apprezzati per le loro proprietà nutrizionali, altamente nutrienti ed esclusivamente naturali; i semi germogliati vantano proprietà antinfiammatorie e possono offrirsi come integratori naturali utili anche per chi segue una dieta ipocalorica.

Tutto inizia quando l’acqua penetrando all’interno del seme attiva i primi enzimi (proteine che aumentano la velocità delle reazioni chimiche rendendole possibili in tempi compatibili con la vita) che iniziano a digerire il seme dall’interno liberando via via zuccheri dall’amido che serviranno sia come fonte energetica per il lavoro di costruzione della piantina, che come materiale da costruzione ad esempio per tutte le fibre (lignina, cellulosa, ecc.) che in fin dei conti sono composte di zuccheri, anche se non digeribili dal nostro organismo. Dagli zuccheri si formano anche le vitamine, soprattutto B2, B6 e vitamina C, che servono per attivare altri enzimi; si forma la clorofilla e molte altre sostanze indispensabili.

Come si fanno?

La produzione casalinga di germogli richiede, per fortuna, più organizzazione che tempo. Serve un barattolo in vetro possibilmente basso e largo, ma va benissimo anche uno alto, una garza e un elastico. Poi, man mano che prendete la mano con questo metodo e vi appassionate al consumo potete investire anche in una germogliatrice. Si possono germogliare tutti i semi integrali sia dei cereali che dei legumi.

  1. sciacquare i semi, con l’aiuto di un colino, sotto il getto dell’acqua (possibilmente tiepida) per eliminare eventuali impurità.
  2. mettere i semi in un barattolo o vaso di vetro e riempirlo con acqua – sovrastare di 4-5 dita lo strato di semi.
  3. chiudere il recipiente con un tessuto bianco a trama larga (o garza) e fermare con un elastico.
  4. lasciare a bagno, al buio e a temperatura media (15-25°C) per 6-12 ore. Il tempo di messa a bagno dei semi varia; più il seme è grosso più lungo sarà il tempo di ammollo. Così sono sufficienti: 6 ore per: semi di grano, di erba medica, di fieno greco ecc. 10-12 ore per: fagioli, soia, ecc. Quando è necessario un ammollo prolungato è meglio cambiare l’acqua 2-3 volte anche per evitare la formazione di muffe.
  5. passato il tempo di ammollo, scolare attraverso la tela tutta l’acqua di macerazione, quindi, subito dopo, sciacquare i semi con acqua tiepida.
  6. eliminare l’acqua e lasciare i semi umidi. Durante tutte le operazioni suddette e quelle che seguono non va tolta la tela che copre il recipiente.
  7. sciacquare i semi almeno due volte al giorno; mattino e sera, per i primi 2-3 giorni, poi anche una sola volta. Fanno eccezione i semi di soia, lino e ceci, per i quali è bene eseguire tre o più risciacqui al giorno.
  8. dopo ogni risciacquo il vaso va riposto al buio ad esempio in una credenza o coperto con un telo.
  9. proseguire i risciacqui per 3-5 giorni, finché i germogli avranno raggiunto i 3-4 cm. di lunghezza. I germogli sono pronti per essere consumati.
    I germogli così ottenuti sono una fonte incredibile di vitamine e minerali. Se si vogliono arricchire della preziosa clorofilla che ha un’azione disintossicante; esporre il barattolo contenete i germogli alla luce naturale. Il tempo di esposizione è di 7-8 ore se la luce naturale è indiretta. Questa operazione ridurrà leggermente il contenuto di minerali e vitamine perché verranno utilizzati per la costruzione della clorofilla.

Perché consumarli?

È stato verificato, per esempio, che i semi secchi di leguminosa, quando passano dallo stato quiescente alla “rivitalizzazione” della germinazione, modificano le loro caratteristiche nutrizionali in senso molto positivo. Diminuiscono alcune sostanze extra nutrizionali, come le anti-proteasi, cioè quelle sostanze che rendono difficile la digestione delle proteine del legume. Nel seme secco, infatti, la presenza di queste sostanze è un modo del seme di difendersi da eventuali predatori: una volta iniziata la germogliazione, le anti-proteasi vengono demolite.

Contengono inoltre quantità molto elevate di vitamine (soprattutto la C e quelle del gruppo B) e di minerali resi biodisponibili, cioè più assimilabili, grazie alla demolizione dell’acido fitico. Un aspetto molto interessante è rappresentato dagli enzimi: amilasi, lipasi e altri enzimi che servono a digerire il chicco che possono aiutarci, se consumati crudi in apertura del pasto a migliorare la digestione delle pietanze successive. Le piccole quantità consumate quotidianamente aiutano quindi a migliorare l’alimentazione nel suo complesso e anche le funzioni digestive.

Con o senza foglie?

Vi sono entrambe le possibilità perché senza foglie il germoglio sarà più ricco di materiale libero, di vitamine, minerali e altre sostanze che poi verranno intrappolate nella costruzione del fusto e delle foglie. Con le foglie avremo la possibilità di consumare anche un po’ di clorofilla ricca di magnesio e dal potere disintossicante.

A chi possono essere utili

Tutti possono beneficiare del consumo quotidiano di uno o due cucchiai di germogli. In particolar modo ne possono beneficiare le persone che presentano un aumentato fabbisogno di alcuni nutrienti; come le donne in gravidanza ed allattamento, i bambini (possono essere anche frullati nelle pappe), gli sportivi, gli studenti. Utilissimi anche nell’anziano o nelle persone defedate per migliorare le capacità digestive inserendoli ad esempio in centrifugati insieme a verdure o frutta.

Come e quanti consumarne

La dose quotidiana consigliata di germogli è di circa 2 cucchiai per l’adulto; 1-2 cucchiaini per i bambini fin dalle prime fasi dello svezzamento. Le loro proprietà si esplicano al meglio quando vengono consumati crudi. Si possono aggiungere nelle insalate di apertura del pasto, frullati con l’olio per creare salsine da spalmare sul pane o da usare come condimento, in centrifugati o ancora aggiunti all’ultimo momento nel minestrone. Possono essere consumati anche cotti, come ingredienti nel pane, nelle frittate o saltati in padella per condire pasta o altri cereali.

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